PAKISTAN Asia Bibi icona

my ISRAELE ] io sono sconvolto dall'odio satanico e anticristiano che: 1. farisei massoni Talmud SpA Fmi NWO, LA USURA BANCARIA INTERNAZIONALE CHE HA RUBATO LA SOVRANITà MONETARIA AI POPOLI, CHE, PER QUESTO SONO STATI INDEBITATI E SONO STATI PRIVATI DELLA LORO SOVRANITà POLITICA. 2. Salafiti Corano Sharia Califfato mondiale, 3. la ideologia del GENDER che impone la virtù raccapricciante di ogni perversione sessuale, l'abominio dei sodomiti, 4. gli atei massoni, che si riconoscono per la teoria della evoluzione, così assurda e irrazionale da essere diventato un credo religioso dogmatico 5. ecc.. tutti loro hanno diffuso nel mondo, l'odio contro i santi di Dio: i martiri cristiani! QUANDO SI DICE CHE DIO JHWH è AMORE, SI DICE UN suo  specifico NOME: "AMORE", CHE è ANCHE, un fondamentale ATTRIBUTO DI DIO! ecco perché, chi odia o danneggia persone pacifiche, che, loro camminano sulla via della virtù, questi criminali seguaci del demonio non potranno mai entrare nel Regno di Dio! c'è una caratteristica fondamentale ed universale per i veri adoratori di Dio: "rinnegare le opere egoiste della carne: lussuria, avidità, sete di potere, e vivere per le esigenze dello spirito santo" tutti coloro che mettono a morte l'uomo carnale: bramoso di vizi e peccati, hanno un chiaro obiettivo spirituale, e sono uomini spirituali che vivono per glorificare l'amore di Dio! Al di fuori di questa logica nessuno potrà salvare se stesso dal fuoco dell'inferno! Anche perché, soltanto la amicizia personale con Dio (Giustizia, Verità Amore universale fatte azione politica) è salvifica, infatti nessuna pratica religiosa(tradizioni, culto) può essere salvifica. La mancanza di amore universale, e di giustizia operativa (ogni uomo è mio fratello, ogni vita è sacra), svuota di ogni significato salvifico qualsiasi cosa!


my ISRAELE ] circa la galassia jihadista, tutti possono osservare l'ovvio: cioè, la Galassia Jihadista sharia, essa fa gli interessi imperialistici e geopolitici della LEGA ARABA sharia, IL PEGGIORE NAZISMO DELLA STORIA. Quindi è soltanto una truffa l'impegno della Comunità internazionale per contrastare il terrorismo islamico! Coloro che non condannano il nazismo omicida della sharia nella LEGA ARABA, sono di fatto i complici e i diffusori della galassia jihadista, che ha strutture, finanziamenti, logistica internazionale islamica, che soltanto le Nazioni complici possono offrire loro! Questa congiura: USA Saudita Turca, finirà necessariamente in tragedia! Sono loro che in Siria ed IRaq a vario titolo hanno portato i ribelli, che hanno la ideologia del genocidio di ogni diversità del credo sunnita wahhabita! ecco perché ogni islamico è un terrorista! E LA SPREGIUDICATEZZA CRIMINALE DI QUESTA POLITICA A GUIDA SAUDITA, OCI ONU LEGA ARABA, è COSì SPREGIUDICATA CHE STA METTENDO IN PERICOLO LA SOPRAVVIVENZA DI UNA RELIGIONE POTENZIALMENTE POSITIVA COME L'ISLAM A LIVELLO MONDIALE. perché sono gli islamici che hanno deciso di fare dell'Islam un satanismo senza speranza di redenzione! ECCO PERCHé PRESTO CI TROVEREMO DI FRONTE AD UN BIVIO: "O LA VITA DELL'ISLAM" OPPURE "LA VITA DI TUTTO IL GENERE UMANO!"

TSIPRAS? MEGLIO PER LUI CHE NON FOSSE MAI NATO! LUI HA TRADITO LA SOVRANITà COSTITUZIONALE, TUTTO QUELLO CHE DI PIù SACRO SI POTEVA TRADIRE!

ABU ANTAR (sciita agente segreto, CHE PER ANNI, SULLA PAGINA DI YOUTUBE/USER/YOUTUBE LUI HA FINTO DI ESSERE CRISTIANO, e che ha fatto l'amico con i sacerdoti di satana, quindi ha fatto il mio nemico) mi calunniò dicendo: "Unius Rei for happy shabbos goyim‏!" ] risposta [ no! io sono soltanto me stesso! IO SONO IL NEMICO DI OGNI GEOPOLITICA E DI OGNI IMPERIALISMO, CHI ASCOLTA LA MIA VOCE VIVRà FELICE, E POTRà RIOTTENERE LA SUA PROSPERITà, E LA SUA LIBERTà POLITICA, COSì SARà IN TUTTO IL MONDO, PERCHé IO SONO UN UOMO SOVRANAMENTE LIBERO: IO SONO UNIUS REI SUL MONDO! IO NON POSSO SOFFOCARE IL SANGUE INNOCENTE! MENTRE L'IPOCRITA E IL BUGIARDO SONO GLI ASSASSINI!

si! USA BIG TERRORISM in World ] [ in effetti i tiranni musulmani come Assad, Saddam e Gheddafi, impedivano alla internazionale islamica saudita, il terrorismo galassia jihadista, di potersi espandere! LA RESPONSABILITà DI TUTTO QUESTO DISASTRO è CONSAPEVOLMENTE UNA RESPONSABILITà USA!
per colpa loro ora, Islam signifie soumission to terrorism sharia.

king Salman sharia ] tu satana Allah abbassa le tue orecchie porco



L'esercito invisibile. L'Ilo rilancia l'allarme sulla condizione giovanile nel mondo. 25 marzo 2014. Una manifestazione di senza lavoro ad Atene (Reuters) Un esercito invisibile che non ha uniforme e non combatte nessuna guerra. Ma che lotta per il proprio futuro anche se le prospettive sono poco rassicuranti. È l'esercito dei giovani senza lavoro come li definisce l'Ilo l'Organizzazione mondiale del lavoro rilanciando i numeri sull'emergenza disoccupazione giovanile. Nel 2013 erano circa 745 milioni i disoccupati al di sotto dei 25 anni nel mondo quasi un milione in più rispetto all'anno precedente. Il tasso di disoccupazione giovanile su scala mondiale ha così superato il 13 per cento quasi tre volte quello degli adulti. Tra loro ci sono soprattutto quei giovani che non lavorano non studiano e non sono impegnati in nessuna attività formativa. Sono i Neet (Not in Education Employment or Training).fino al 28 marzo in quattro città francesi la Nuit des témoins

Dove essere cristiani può costare anche la vita. PARIGI. Il patriarca di Alessandria dei Copti Ibrahim Isaac Sidrak l'arcivescovo di Bangui Dieudonné Nzapalainga l'arcivescovo di Mossul dei Caldei Amel Shamon Nona il prete maronita libanese Samer Nassif la religiosa siriana Raghida Al Khouri: sono le personalità invitate alla sesta edizione della
Nuit des témoins che si svolge dal 24 al 28 marzo a Strasburgo Bordeaux Marsiglia e Parigi. L'iniziativa organizzata da Aide à l'Eglise en Détresse ha lo scopo di rendere
omaggio attraverso la preghiera e la testimonianza a tutti i cristiani discriminati o addirittura uccisi a causa della loro fede. Si è cominciato la sera di lunedì 24 a Strasburgo nella chiesa di SaintPierre-le-Jeune dove a presiedere la «Notte dei testimoni» è stato chiamato il vescovo ausiliare Christian Kratz. È stata poi la volta di Bordeaux martedì 25 nella cattedrale di Saint-André con il cardinale arcivescovo Jean-Pierre Ricard. Si continua poi a Marsiglia mercoledì 26 nella basilica del Sacré-Coeur con l'arcivescovo Georges Pontier e infine a Parigi venerdì 28 dove nella cattedrale di Notre-Dame si terranno prima una messa e poi una veglia guidate dal cardinale arcivescovo André Vingt - Trois. «Minacciati più volte preghiamo Dio di proteggere le chiese e le persone ma forti della nostra fede in Gesù Cristo e certi del nostro
amore per l'Egitto non lasceremo mai la nostra terra» ha dichiarato di recente monsignor Sidrak. Nella Nuit des témoins racconterà anche delle sessanta chiese saccheggiate e delle rappresaglie contro i copti seguite alla caduta del presidente Morsi e delle difficoltà nei rapporti fra cristiani e musulmani «a causa di una certa ignoranza». Il patriarca 58 anni conosce bene le sfide che il suo Paese si trova di fronte

Dopo aver studiato filosofia e teologia al Seminario maggiore di Maadi prima di diventarne il rettore ha preso poi la guida dell'Ufficio catechetico di Sakakini e infine della
cattedrale copta cattolica del Cairo. Eletto patriarca di Alessandria dei Copti il 15 gennaio 2013 è considerato un moderato. Non crede a una vera e propria persecuzione contro i cristiani ma non tace «le migliaia di violenze quotidiane che subiscono i copti in quanto copti» dalla richiesta di un semplice documento alla selezione in caso di assunzione. Massacri saccheggi violenze: nella Repubblica Centroafricana è questo da più di un anno il tragico bollettino quotidiano. A parlarne è stato chiamato l'arcivescovo di Bangui molto conosciuto in Francia Paese nel quale ha studiato teologia e dal quale ha lanciato di recentemente appelli alla comunità internazionale. Nella Repubblica Centroafricana un'escalation di violenza «mai vista in tutta la mia vita» ha dichiarato monsignor Nzapalainga. Gruppi armati hanno profanato luoghi di culto cristiani e preso di mira le loro proprietà. «Non abbiamo capito perché» ha detto il presule che assieme al pastore protestante e all'imam di Bangui è fortemente impegnato nel dialogo ecumenico e interreligioso con l'obiettivo della pace e della riconciliazione. Rifiuta le accuse facili e gli amalgami ingannevoli. A Natale il suo messaggio rivolto ai cristiani di buona volontà li esortava a «prendere coscienza della parte di responsabilità di ciascuno in tutti i mali di cui soffre la nazione» al fine di «dare il meglio di voi stessi per rafforzare la speranza». Monsignor Nona arcivescovo di Mossul dei Caldei parlerà invece della situazione dei cristiani in Iraq. «Siamo vittime di fondamentalisti venuti dai Paesi vicini per combattere gli infedeli» ammonisce il giovane presule (46 anni) prima parroco ad Alqosh la città dove è nato e poi docente di teologia al Collegio
pontificio di Erbil. In dieci anni di conflitto la comunità cristiana in Iraq ha perso più della metà dei suoi membri e ha visto attaccate una settantina di chiese. Ma «bisogna restare» afferma perché «la fede cristiana non è una teoria astratta» perché «dà un senso a questa vita di persecuzione fornendo la forza necessaria per sopportarla». La risposta alla violenza è «l'amore essere ancora più uniti avere reale coscienza della propria fede». Alla «Notte dei testimoni» anche padre Samer Nassir e suor Raghida Al Khouri. Il primo nativo di Deir el-Qamar in Libano villaggio che mette a contatto cristiani e drusi si soffermerà sul calvario vissuto dai cristiani orientali ma anche sulla loro vitalità e speranza. La religiosa parlerà invece del suo Paese la Siria dove i cristiani ma anche i musulmani moderati si sentono «annichiliti abbandonati»

CRISTIANI PERSEGUITATI. 4 marzo 2014. Oggi ci sono cristiani condannati perché hanno una Bibbia. "La Croce è sempre nella strada cristiana". E' quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Papa ha incentrato la sua omelia sulle persecuzioni dei cristiani e ha avvertito che oggi ci sono più martiri che nei primi tempi della Chiesa. Quindi ha affermato che la vita cristiana non è "un vantaggio commerciale" ma "è semplicemente seguire Gesù". Gesù aveva appena finito di parlare sul pericolo delle ricchezze e Pietro gli domanda cosa riceveranno i discepoli che hanno lasciato tutto per seguirlo. Papa Francesco ha svolto la sua omelia muovendo da questo confronto narrato dal Vangelo odierno e subito ha sottolineato che Gesù "è generoso". In verità risponde il Signore "non c'è nessuno che abbia lasciato" la famiglia la casa i campi che "non riceva già ora in questo tempo cento volte tanto". Forse ha commentato il Papa Pietro pensa che "andare dietro Gesù" sia una "bella attività commerciale" perché ci fa guadagnare cento volte tanto. Ma Gesù aggiunge che accanto a questo guadagno ci saranno persecuzioni: "Come se dicesse: 'Sì voi avete lasciato tutto e riceverete qui in terra tante cose: ma con la persecuzione!'. Come un'insalata con l'olio della persecuzione: sempre! Questo è il guadagno del cristiano e questa è la strada di quello che vuole andare dietro a Gesù perché è la strada che ha fatto Lui: Lui è stato perseguitato! E' la strada dell'abbassamento. Quello che Paolo dice ai Filippesi: 'Si abbassò. Si è fatto uomo e si abbassò fino alla morte morte di croce'. Questo è propria la tonalità della vita cristiana". Così anche nelle Beatitudini ha proseguito il Papa quando Gesù dice: "Beati voi quando vi insulteranno quando sarete perseguitati a causa del mio nome" "è una delle Beatitudini la persecuzione". I discepoli ha rammentato "subito dopo la venuta dello Spirito Santo hanno cominciato a predicare e sono cominciate le persecuzioni: Pietro è andato in carcere" Stefano è stato ucciso e poi "tanti discepoli fino al giorno d'oggi". "La Croce – ha ammonito – è sempre nella strada cristiana!" "Noi – ha ribadito – avremo tanti fratelli tante sorelle tante madri tanti padri nella Chiesa nella comunità cristiana" ma "anche avremo la persecuzione":

"Perché il mondo non tollera la divinità di Cristo. Non tollera l'annuncio del Vangelo. Non tollera le Beatitudini. E così la persecuzione: con la parola le calunnie le cose che dicevano dei cristiani nei primi secoli le diffamazioni il carcere… Ma noi dimentichiamo facilmente. Ma pensiamo ai tanti cristiani 60 anni fa nei campi nelle prigioni dei nazisti dei comunisti: tanti! Per essere cristiani! Anche oggi… 'Ma oggi abbiamo più cultura e non ci sono queste cose'. Ci sono! E io vi dico che oggi ci sono più martiri che nei primi tempi della Chiesa." Tanti fratelli e sorelle ha proseguito "che danno testimonianza di Gesù offrono la testimonianza di Gesù e sono perseguitati". Cristiani ha constatato con amarezza che non possono neppure avere la Bibbia con sé: "Sono condannati perché hanno una Bibbia. Non possono fare il segno della croce. E questa è la strada di Gesù. Ma è una strada gioiosa perché mai il Signore ci prova più di quello che noi possiamo portare. La vita cristiana non è un vantaggio commerciale non è un fare carriera: è semplicemente seguire Gesù! Ma quando seguiamo Gesù succede questo. Pensiamo se noi abbiamo dentro di noi la voglia di essere coraggiosi nella testimonianza di Gesù. Anche pensiamo - ci farà bene - ai tanti fratelli e sorelle che oggi - oggi! - non possono pregare insieme perché sono perseguitati; non possono avere il libro del Vangelo o una Bibbia perché sono perseguitati". Pensiamo ha detto ancora a quei fratelli che "non possono andare a Messa perché è vietato". Quante volte ha affermato "viene un prete di nascosto fra di loro fanno finta di essere a tavola a prendere un tè e lì celebrano la Messa" "perché non li vedano". "Questo – ha avvertito il Papa - succede oggi". Pensiamo ha concluso se siamo disposti "a portare la Croce come Gesù? A portare persecuzioni per dare testimonianza di Gesù" come "fanno questi fratelli e sorelle che oggi sono umiliati e perseguitati"; "questo pensiero ci farà bene a tutti". Alessandro Gisotti - Radio Vaticana ©riproduzione riservata

CRISTIANI PERSEGUITATI. 13 febbraio 2014. Libertà religiosa. più a rischio Negli ultimi anni vi è stato un continuo aumento delle violazioni commesse sia da attori governativi che non governativi contro individui e gruppi sociali attuati sulla base della loro appartenenza religiosa o della loro fede. È questo il quadro tracciato dal Rapporto 2013 sulla situazione della libertà di religione o fede nel mondo un dossier preparato dal Gruppo di lavoro sul tema del Parlamento europeo guidato dagli europarlamentari olandesi Dennis de Jong e Peter Van Dalen. Si tratta di un gruppo creato sulla scorta della decisione del Consiglio Ue del 2013 di varare delle linee guida per la tutela del diritto alla libertà di religione nel mondo. Il rapporto è stato presentato ieri a Bruxelles nel corso di una conferenza cui hanno partecipato anche rappresentanti della Commissione Usa sulla libertà internazionale di religione e rappresentanti della Piattaforma europea sull'intolleranza e la discriminazione religiosa. Secondo il rapporto sono 25 i Paesi di «particolare preoccupazione» 15 dei quali sono segnalati addirittura come «gravi violatori» della libertà di religione e fede (Cina Egitto Eritrea India Iran Iraq Corea del Nord Libia Mali Nigeria Pakistan Arabia Saudita Siria Tunisia e Uzbekistan). Per i cristiani in particolare «la Corea del Nord rimane il Paese più difficile al mondo»: tra 50mila e 70mila cristiani sono detenuti in «spaventosi campi di prigionia». Anche in Eritrea che pure riconosce cattolicesimo e ortodossia come fedi ufficiali risultano detenuti tra i 2mila e i 3mila cristiani. Altro Paese che vive una situazione a dir poco drammatica è la Nigeria dove tra il novembre 2011 e l'ottobre 2012 si sono avuti ben 791 dei 1.201 assassinii di cristiani registrati in tutto il mondo. Accanto alla prigionia si sono registrate nel mondo altre gravi forme di violenze per motivi religiosi come ad esempio il divieto di cambiare religione che è tuttora in vigore in 39 Paesi. In questo tipo di violazione della libertà primeggia l'India al cui interno ci sono vari Stati federali in cui è espressamente vietato abbandonare l'induismo. Delicato anche il cambio di religione in vari Paesi islamici come la Giordania ma soprattutto l'Egitto. Quest'ultimo Paese è segnalato nel rapporto anche per il quasi costante rifiuto di concedere l'autorizzazione alla costruzione di nuove chiese ai cristiani copti mentre in Iran dal 2010 si contano ben 300 arresti tra musulmani convertitisi al cristianesimo. Un caso estremo per le persecuzioni religiose è l'Arabia Saudita che presenta delle pesanti discriminazione per i cittadini o i residenti non-musulmani. Sulla scorta di queste informazioni il Gruppo di lavoro ha fortemente raccomandato all'Unione europea di dare alla questione della libertà religiosa un ruolo cruciale nel stabilire rapporti e nello stringere negoziati con i Paesi terzi. Giovanni Maria Del Re ©riproduzione riservata

CRISTIANI PERSEGUITATI. 8 gennaio 2014. Fede alla prova. Cristiani persecuzioni in aumento nel 2013. Il numero dei cristiani perseguitati per la loro fede è in aumento. Anche nel 2013 le violenze e le discriminazioni nei loro confronti sono cresciute. Il dato emerge anche dall'"Indice mondiale delle persecuzioni 2014" uno studio che classifica i 50 Paesi più colpiti dall'intolleranza realizzato dall'associazione Portes ouvertes France una ong di sostegno ai cristiani perseguitati. Associazione apolitica fondata nel 1976 Portes Ouvertes France realizza questo rapporto dal 1997. Nel 2013 scrive l'ong c'è stato un aumento generalizzato delle persecuzioni: L'Africa in particolare la cintura del Sahel "è diventata un campo di battaglia per la Chiesa" e c'è stato una sorta di "inverno cristiano proprio nei Paesi che hanno vissuto la primavera araba". La Corea del Nord si conferma per la dodicesima volta consecutiva il Paese in cui per i cristiani vivere è più pericoloso e precario; al secondo posto la Somalia dove tribù e clan musulmani assicurano la morte "a quasi tutti i cristiani che incontrano". La situazione non migliora nei Paesi arabi. Siria ed Egitto innanzitutto: la Siria passata dal 11esimo al terzo posto detiene il triste primato dei numero di cristiani assassinati (più della Nigeria secondo notizie desunte dalla stampa); l'Egitto è il Paese dove i cristiani hanno subito più violenze. L'estremismo islamico si conferma il fattore più insidioso. L'aumento delle persecuzioni si nota particolarmente negli Stati falliti quelli cioè in cui il potere centrale stenta ad assumere pienamente il suo ruolo: oltre alla Somalia e alla Siria l'Iraq l'Afghanistan il Pakistan lo Yemen e ora anche la Repubblica Centrafricana.
Tra gli altri Paesi in cui i cristiani sono sotto pressione troviamo le Maldive l'Arabia Saudita l'Iran la Libia l'Uzbekistan il Qatar. ©riproduzione riservata

27 dicembre 2013. Libertà religiosa. Martirio via dei cristiani. EUROPA Nel nome del "laicismo" si contrasta ogni radice. «Accade» che i cristiani siano apertamente avversati «anche in Paesi e ambienti che sulla carta tutelano la libertà e i diritti umani ma dove di fatto i credenti e specialmente i cristiani incontrano limitazioni e discriminazioni». La nota del Papa ieri all'Angelus fa risuonare anche i numerosi episodi in Europa dove la negazione del cristianesimo come dimensione pubblica va dai Paesi nei quali sono banditi gli auguri di Natale come la Gran Bretagna a quelli dove la semplice esibizione durante un tg di una piccola croce attaccata a una catenina può costare il posto a una giornalista com'è accaduto poco più di un mese fa in Norvegia. I cristiani sono oggi osteggiati in Francia: qui la Chiesa sta ricordando al governo Hollande impegnato a legalizzare l'eutanasia dopo le nozze gay che «né la Repubblica né lo Stato né i medici sono proprietari della vita umana» come ha ammonito la vigilia di Natale l'arcivescovo di Lione cardinale Barbarin. Ma sono tempi difficili anche per i cristiani in Belgio dove sono gruppi di credenti ad animare l'opposizione al progetto di legge per estendere l'eutanasia ai bambini. Aperto dileggio affrontano i credenti spagnoli che sostengono il ripristino della legge sull'aborto ripulita dalle liberalizzazioni di Zapatero. Situazione analoga in Croazia dove la Chiesa ha guidato la grande – e contestata – iniziativa per la difesa della famiglia con la riforma referendaria della Costituzione. Francesco Ognibene

NIGERIA Il fondamentalismo del Nord innesca la caccia ai fedeli. Nell'Africa sub-sahariana la Nigeria centro-settentrionale rappresenta da tempo una delle regioni più pericolose per la comunità cristiana. Le violenze sono aumentate radicalmente con gli attacchi degli jihadisti di Boko Haram una setta formatasi nella città nord-orientale di Maiduguri che ha l'obiettivo di portare nel Paese una versione molto più estrema della sharia (la legge coranica). Negli ultimi quattro anni quelli che a volte sono definiti i «taleban nigeriani» hanno preso di mira soprattutto leader civili e luoghi di culto cristiani. I dati ufficiali parlano di almeno 3.600 morti dal 2009 in gran parte cristiani.
La maggior parte degli attentati di Boko Haram sono avvenuti nel nord della Nigeria a maggioranza islamica costringendo migliaia di cristiani a dirigersi verso sud. Lo Stato centrale del Plateau è però spesso teatro di scontri tra le comunità musulmana contro quella cristiana o tra i militanti e le autorità. I qaedisti hanno anche colpito più volte le chiese a Natale. Quest'anno dopo una serie di attacchi dell'esercito ai militanti il 24 dicembre nel nord-est del Paese e grazie all'innalzamento del livello di sicurezza in tutto il territorio non ci sono stati attentati. Matteo Fraschini Kofi

MEDIO ORIENTE La Terra Santa è l'epicentro di un lungo esodo forzato. Sono solo 154mila i cristiani che abitano oggi la Terra Santa dentro i confini di Israele. L'80% della minoranza cristiana sono arabi altri sono congiunti di ebrei a cui vanno aggiunti circa 30mila lavoratori stranieri e i cristiani palestinesi di Gerusalemme Est. Davvero un "piccolo gregge" nello Stato di Israele che conta circa 8milioni di abitanti (6milioni di ebrei e oltre un milione e mezzo di arabi). Nazaret è la città con più alto numero di cristiani seguita da Haifa e Gerusalemme: piccolissime comunità come agonizzanti e che da decenni ormai lottano contro il male endemico della fuga all'estero e della diaspora a causa di violenze e di un ambiente culturalmente ostile in tutto il Medio Oriente. Considerando i flussi migratori i cristiani in Israele aumentano ogni anno dello 09%. Un dato inferiore sia rispetto agli ebrei (+ 17%) che rispetto ai musulmani (+ 27%) e che in prospettiva rende ancora più esigua la presenza cristiana. La minoranza presenta un alto tasso di istruzione e percentuali di accesso all'università superiori a quelli nazionali. Un'istruzione che paradossalmente potrebbe incentivare l'emigrazione qualificata: il rischio infatti è che i luoghi santi si trasformino in futuro dei musei perfettamente conservati ma senza comunità vive. Una tentazione quella della fuga condivisa da decenni pure in Egitto dove risiede la minoranza copta come in Siria e Libano. Luca Geronico

IRAQ Ancora sangue a Baghdad la comunità cerca "nornalità". A Baghdad la violenza non ha risparmiato nemmeno il giorno di Natale. Nel pomeriggio due bombe sono esplose nella zona di Dura uccidendo 25 persone e ferendone 56. Una strage – l'ennesima –non rivendicata da alcun gruppo. Eppure data la vicinanza della chiesa di San Giovanni le autorità avevano pensato che si trattasse di un attacco settario contro la minoranza. Un'ipotesi smentita subito dopo da monsignor Shlemon Warduni vescovo ausiliare della capitale. L'agguato – ha precisato il pastore in un'intervista a "Radio Vaticana" – «non era diretto ai cristiani. Non dobbiamo mescolare le cose – ha aggiunto il pastore –: l'attentato è avvenuto nel giorno di Natale ma non perché è Natale. Secondo il ministero dell'Interno l'obiettivo dei terroristi era il mercato di Athorien particolarmente affollato a quell'ora del mattino. È stato un anno difficile per l'Iraq che ha assistito a una devastante ondata di violenza settaria. Le ultime stime delle Nazioni Unite parlano di oltre 8mila morti da gennaio una "cifra da 2006" quando dopo la caduta di Saddam Hussein la violenza confessionale esplose in tutta la sua ferocia. Ad acuire le violenze – un conflitto civile non dichiarato – le proteste contro il governo dello sciita Maliki accusato di favorire la sua comunità a discapito dei sunniti.

PAKISTAN Asia Bibi icona della blasfemia. E l'India colpisce anche i pastori. Un altro anno nero per i cristiani e le minoranze religiose del Pakistan. A partire da Asia Bibi che resta in carcere in attesa del giudizio d'appello a tre anni dalla condanna a morte per blasfemia. Su tutti il peso dei conflitti e della violenza endemica di un Paese di 180 milioni di abitanti che va affondando nei suoi contrasti etnici settari e di interessi contrapposti con un crescente impatto del terrorismo sia quello alimentato dai movimenti jihadisti come al-Qaeda sia quello taleban di matrice locale. Pesa però anche una legge (cosiddetta "anti-blasfemia") usata come un ariete per minare i diritti delle minoranza religiose o dell'islam non integralista. Una situazione che da tempo esporta violenza di pretesto religioso oltreconfine nell'immensa India dove a sua volta il radicalismo di matrice induista rivendica anche in politica un ruolo che confermi radicati privilegi. Proprio per la difesa degli ultimi nel tradizionale sistema di caste e gruppi emarginati (dalit) la Chiesa indiana subisce pressioni e ingiustizie. Come l'11 dicembre quando l'arcivescovo di Delhi monsignor Anil Couto è stato fermato con decine di sacerdoti suore e attivisti durante una marcia per chiedere al governo che confermi anche per i battezzati i benefici riconosciuti ai dalit di fede induista.
Stafano Vecchia